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25.12.07

buon natale di parole

.. 5.16..
appena tornata a casa dopo cagliostroauguribuonnataleheiciaocomestaiecc..
un saggio sul natale.. questo vorrei produrre un giorno, anche lontano, lontanissimo cronologicamente.
nuove emozioni, nuovi sentimenti ma non miei. va benissimo ugualmente perchè è come se miei lo fossero davvero.
vecchi amici. vecchi volti. vecchi posti.
è un susseguirsi di gente che parla. gente che si saluta. gente che alimenta curiosità. gente a cui vuoi bene da sempre e altra appena arrivata. un natale strano, diverso, pacifico e sereno. già, termine migliore non potrei aver scelto. e se domani fosse ancora così.. sereno - appunto- sarei soddisfatta di questo natale 2007 che sta per portar via un anno complesso.
sono le 5.20, ciò implica che la mia rapidità nello scrivere non è ai massimi livelli.
parole. questo mi nutre. parole e musica. la mia. c'è chi pretende da se stesso qualcosa che NON SARà MAI. io l'ho preteso per più e più tempo (si dice?, consentitemi di sbagliare). a volte, mi domando dove sia la vera titti, quella vera vera.. non lo so. eppure le mille e lunatiche sfaccettature di me, mi danno la dimensione della grandezza dell'essere umano. posso essere ciò che voglio. quando voglio. con chi voglio. è straordinario. --> straordinàrio agg., s.m.FO
1 agg., che è fuori dall’ordinario, che non rientra nella normalità o nella consuetudine
2 agg., che ha carattere speciale e temporaneo
3 agg., estens., iperb., fuori del comune, eccezionale, incredibile
(http://www.demauroparavia.it/115640)
che meraviglia le parole.
le amo.. davvero.. puoi nasconderle. puoi amalgamarle ai sentimenti. agli stati d'animo, anche quelli più reconditi.. amo le parole. la loro forma definita e indefinita, al tempo stesso.
5.27.. divago eccessivamente e la voglia di fumare un'altra sigaretta mi conprime i pensieri. mono pensiero. sento già il peso del piumone sulle gambe.. e sono seduta in salotto..
il rumore dei tasti mi confonde.
buon natale.
latitti

20.12.07

new born

la musica ti salva..

mi salva..

ascolto e resto inerme..

si agita qualcosa dentro di me.

osservo i movimenti.

cautela nel mio animo.

rabbia

voci distorte.

ascolto

temporeggio

nervosamente mi districo tra le stanze del mio pensiero.

pensiero irriverente e inquieto.

stacco la spina..

(ne riattacco 3)

silenzio.

niente più parole.

mi rialzo.

non c'è più spazio.

arriva la follia.

via.

fuggire

latitando..

dentro..

perdo

al contempo vinco

ascolto ancora.

ora basta però.

le regole.

gli schemi.

i bisogni.

i miei.

distruggo la normalità

mi rifugio nella stanza degli sguardi.

osservo..

con altri occhi.

tu mi vedi?

io si.

13.12.07

ma vaffanculo.

1.35. notte.
mi scorgo più tranquilla dopo giorni di affanni e preoccupazioni e ruote di pensieri.
ieri.. anzi, ormai, l'altro ieri il sorriso della piccola Sophie mi ha regalato aria nuova.
un raggio di sole alta pochi centimetri e di mesi 17, mi abbracciava e rideva come una matta quando lo "zio" Piero le faceva le faccette buffe, quando la "zia" Titti la faceva volare in alto come una farfalla al ritmo reggaesoulfunk.. un piccolo fagotto.. che non ha bisogno di parole, che non ha bisogno di spiegazioni per volerti bene, per abbracciarti con quelle sue braccine minuscole, per regalarti una carezza con quelle sue manine.. già.. noi adulti siamo proprio dei coglioni. rovianiamo tutto con queste stupide parole. a che serviranno poi? non se ne fa mai buon uso. molti o pochi pensano di saperle "usare".. "fanne buon uso", ti strillano da sempre.. ma fanculo pure alle parole.. quelle preziose parole che tanto ho amato e, forse, tanto amo.. ma non mi interessa di nulla.. mia zia in ospedale e io e mia madre lì a far la spola, su e giù a traghettare sorrisi che, il più delle volte, non sai dove andare a recuperare.. ma anche lì, le parole non servono, servono gli abbracci, i gesti, i sorrisi in quantità industriale, serve l'affetto che non ha paura dei momentacci, delle malattie.. non serve altro se non un gesto. e non mi interessa se ho perso qualcuno per strada.. a quanto pare non ne valeva la pena. sono stanca.. tanto.
ma sono felice, stasera.. strafelice. fottutamente felice. e fanculo al silenzio. fanculo alle parole. fanculo a chi è chiuso, anzi no!!! RINCHIUSO in meccanismi mentali a me oscuri e poco praticabili. ma tanto non mi va neanche di praticarli, perchè sì, dico a te, proprio a te, solo a te.. un gesto non costa nulla, soprattutto quando l'esagerazione diventa malattia. perchè io non sto bene e lo so e lo dico. ma quanto meno mi curo e non mi rinchiudo. sono incazzata come una iena con te. solo con te. hai avuto e hai ancora la capacità di metterti su quel cazzo di piedistallo e di pensare che sia solo tu a possedere la verità in tasca. non sono io che giudico. io sono quella giudicata per qualcosa che non ho fatto. e questo doveva essere un post su qualcosa di bello e tu ormai non lo sei più. fanculo alle corse. fanculo all'orgoglioso pensare che ci sia chi è migliore o chi è peggiore. simu tutti uguali. TUTTI. e quando vedo la gente che soffre -e ormai la vedo ogni giorno-, quando vedo e osservo il sorriso delle persone che ho ancora accanto, quando vedo la piccola Sophie estasiata dal suono dei campanelli, quando vedo mia madre piangere, allora mi rendo conto ca t'ha propriu rincoglionita e che sì, fai che vuoi perchè qui chi non sta bene non sono certo io. riprenditi.